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Bruxismo: che cos’è, cause, diagnosi e cura

Il bruxismo è l’atto involontario e spesso non avvertito, caratterizzato da serramento e digrignamento dei denti durante il sonno e si può presentare in varie forme, più o meno lievi.

Gli episodi di bruxismo possono ripetersi più volte durante la notte, raggiungendo la forma più acuta durante il sonno REM.

Molti pazienti lamentano:  mal di testa al risveglio, dolore muscolare e articolare alle mascelle, rumori all’apertura e chiusura della bocca, alterazioni dei movimenti della mandibola.

Da un punto di vista puramente tecnico, il bruxismo è un’attività parafunzionale dal momento che, a differenza di altri movimenti, come per esempio la masticazione, esso non assolve alcuna funzione; è, di fatto, un movimento inutile, non finalizzato ad alcuno scopo, e che nella maggior parte dei casi può addirittura essere dannoso.
Per quanto non possa essere considerato un disturbo particolarmente grave, il bruxismo non è quindi un tic totalmente innocuo.

Il bruxismo è un fenomeno relativamente frequente: si stima che interessi circa un decimo della popolazione generale.
A questo proposito sembra doveroso fare una precisazione: molti autori ritengono che la maggior parte della popolazione tenda a digrignare i denti e che quindi la percentuale di soggetti interessati sia decisamente superiore (circa l’80%); gli stessi autori però ritengono corretto parlare di bruxismo vero e proprio quando il fenomeno del digrignare i denti è caratterizzato da persistenza, frequenza e durata e da un’intensità tale da provocare complicazioni più o meno serie a lungo termine.

Il bruxismo può verificarsi sia di giorno che di notte; si parla quindi di bruxismo diurno e di bruxismo notturno.
É comunque soprattutto quando un soggetto dorme che si verificano con più frequenza gli episodi di bruxismo.
Tipicamente i movimenti (che hanno una durata di circa 5-10 secondi) hanno luogo durante la fase 2 del sonno, tant’è che alcuni considerano il bruxismo come un disturbo del sonno al pari del russare.

Bruxismo: le cause

Le cause del bruxismo non sono note.
Le ipotesi sui fattori eziologici sono numerose e controverse.
In linea di massima si ritiene che le cause siano molteplici, spesso sovrapposte fra di loro e diverse da soggetto a soggetto.
Si ipotizza che i fattori che entrano in gioco nel bruxismo siano di tipo: locale, sistemico e psicologico.

Fattori locali – Tra i fattori locali che potrebbero originare il bruxismo ci sono quelli che provocano delle alterazioni alla struttura dei denti e anche processi di tipo irritativo come, per esempio, le gengiviti.

Fattori sistemici – Tra i fattori sistemici vengono inclusi le carenze di tipo nutrizionale, i disturbi del sistema endocrino, i fenomeni allergici ed i parassiti intestinali.

Fattori psicologici – Fra questi rientrano i disturbi della personalità e le condizioni stressanti. In letteratura sono molti casi di soggetti affetti da problemi mentali o da disturbi di tipo neurologico che soffrono di bruxismo.
Spesso il bruxismo è concomitante a disturbi del sonno come sonniloquio, enuresi notturna, crampi notturni e russamento.

Nel 2005, uno studio effettuato da ricercatori statunitensi segnalava che diversi farmaci possono provocare il bruxismo come effetto secondario; tra questi vi erano i farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), i farmaci antidepressivi e i farmaci antipsicotici.

Conseguenze del bruxismo

La forza generata dai movimenti indotti dal bruxismo può essere veramente notevole.
Secondo quanto riportato da alcuni autori, si può arrivare a forze decisamente superiori a quelle esercitate durante la fase di masticazione (da tre a dieci volte).

Fra le conseguenze del bruxismo vi sono un incremento della sensibilità dei denti dovuta al continuo sfregamento; i denti più colpiti sono i canini e gli incisivi laterali.

A lungo termine il bruxismo può provocare delle modificazioni nell’aspetto della dentatura; infatti l’usura dei denti (che negli anni tendono ad accorciarsi) e gli altri danni da essi subiti (in alcuni casi di bruxismo si arriva addirittura alla loro frantumazione) danno luogo a sgradevoli inestetismi.

Col passare degli anni, la muscolatura facciale, molto sollecitata, dà luogo a fenomeni di ipertrofia modificando l’aspetto della mascella.

Alla lunga inoltre i soggetti affetti da bruxismo possono avvertire affaticamento dei muscoli della faccia, dolori alla testa, al collo e alle orecchie.

In casi più rari, l’ipertrofia del muscolo massetere è causa del blocco dell’apertura delle ghiandole parotidi; tale fenomeno è associato a sintomi quali gonfiore, dolenzia, infiammazione locale e secchezza delle fauci.

Misure contro il bruxismo

Il bruxismo può presentarsi sia nelle ore diurne (più raramente) che nelle ore notturne.
Nei casi di bruxismo diurno è possibile mettere in atto alcune strategie che consentono, nei limiti del possibile, di controllarlo.
Se il bruxismo si presenta solo in determinati momenti ben identificabili (per esempio durante il compimento di attività stressanti) si può tentare di mettere in atto strategie di autocontrollo ed evitare di digrignare i denti.
Se invece il digrignamento dei denti non è facilmente prevedibile si dovranno escogitare alcuni stratagemmi per ricordarsi, di quando in quando, di verificare se non si stia digrignando i denti ed intervenire di conseguenza.

Le strategie di cui sopra non possono ovviamente essere messe in atto durante il riposo notturno; per il bruxismo notturno, uno dei rimedi più consigliati è il ricorso a speciali “placche” da posizionare in bocca (placca di Michigan di solito).
Il dispositivo in resina generalmente viene inserito nell’arcata dentaria superiore o inferiore e può ridurre i danni da bruxismo (usura e frantumazione) dal momento che impedisce il contatto fra denti superiori e denti inferiori e riduce fra l’altro le sollecitazioni sui tessuti che sostengono i denti.

Allo stato attuale non esistono trattamenti farmacologici per il bruxismo e, come abbiamo visto in precedenza, esistono medicinali che possono avere il bruxismo come effetto secondario.
Alcuni studi riportano che l’utilizzo di alcuni farmaci destinati alla cura di altre patologie ha determinato una riduzione o un’eliminazione della sintomatologia, ma i numeri riportati non sono tali da consentire di trarre conclusioni.
Recenti studi hanno dimostrato come il bruxismo sia associato ad una attivazione del sistema nervoso autonomo: questa attivazione determina una cascata di eventi fisiologici che si conclude con un aumento della frequenza cardiaca che precede di pochi secondi la contrazione dei muscoli masseteri.

Clinica del Sorriso Ambulatorio Odontoiatrico è in possesso di un apposito strumento, tipo holter portatile, in grado di registrare simultaneamente le attività dei muscoli masseteri e cardiaca e  quindi di determinare con esattezza l’esistenza del bruxismo.
Questo apparecchio è chiamato Bruxoff.