Quando si parla di protesi, si deve parlare di lavoro in team o di lavoro in equipe.
Ogni caso protesico infatti, per poter essere studiato e risolto nel migliore dei modi, abbraccia competenze riservate alle branche di: endodonzia, chirurgia, conservativa, implantologia, ortodonzia, parodontologia e odontotecnica.

Lo staff di Clinica del Sorriso è in grado di realizzare e seguire nel tempo qualsiasi soluzione protesica, sia nelle riabilitazioni semplici che complesse, sia su denti naturali che su impianti, di tipo fisso o mobile.

Il nostro motto è obiettività, chiarezza e trasparenza.
Per questo forniamo, in seconda o al massimo in terza seduta (a seconda della complessità dello studio del caso), un piano terapeutico chiaro ed esaustivo, unito al preventivo.

Tipologie di protesi

La protesi dentaria o protesi dentale è un manufatto che serve per sostituire, in modo provvisorio o definitivo, parziale o completo, la dentatura danneggiata o persa per cause funzionali, processi cariosi o parodontosici, ecc…

La perdita di uno o più denti, oltre ad essere un problema a livello estetico (in quanto spesso comporta imbarazzo quando parliamo o ridiamo), causa molti problemi nella masticazione e triturazione dei cibi e quindi nell’articolazione tra le arcate dentali.
La perdita dentale è un problema da tenere attentamente sotto controllo perchè, in mancanza di numerosi denti, nel corso degli anni i denti rimasti tendono ad occupare gli spazi lasciati vuoti, il che si può tramutare in malocclusioni dentali e, con il passare del tempo, in evidenti problemi di articolazione e posturali.

I fattori responsabili del danneggiamento dei denti sono molteplici e, nella maggior parte dei casi, portano all’estrazione dentale.
Alimentazione non corretta (con l’assunzione di troppi zuccheri), nicotina, assunzione di bevande troppo gassate e zuccherine per parecchio tempo, malattie genetiche, malattie alle gengive e incuria dell’apparato dentale sono solo alcuni esempi.

Per la salute della bocca e per l’estetica è fondamentale avere denti e gengive sane, senza problemi per quanto riguarda la masticazione e il movimento della mandibola in contrapposizione alla mascella.
Per chi non ha la fortuna di avere tutti i denti sani, la protesi dentaria è un’ottima soluzione per sentirsi a proprio agio, specialmente in compagnia di altre persone, senza l’imbarazzo e la paura di parlare o sorridere con la mano davanti alla bocca.
A seconda del caso specifico, la protesi è in grado di donare una nuova vita al paziente, una nuova dentatura che riempie gli spazi vuoti e ripristina la funzione masticatoria e, di conseguenza, quella digestiva, che comincia proprio all’interno del cavo orale con un’adeguata triturazione del cibo.
Il concetto è: prevenire è meglio che curare!
Trascurarsi non crea altro che danni: all’apparato masticatorio, all’estetica, alla funzione e, di conseguenza, alla salute dell’individuo.

Le protesi vengono classificate essenzialmente in: fissa, mobile, combinata e implantare.

 

Protesi fissa

La protesi dentale fissa è suddivisa in corone e ponti che vengono cementati ai denti del paziente e che non sono più removibili.

Nello specifico, la corona viene utilizzata su un dente singolo che presenta ancora la radice sana, quando la parte esposta del dente è parzialmente distrutta, oppure, essendosi guastata ed essendo stata asportata dall’odontoiatra, è quasi totalmente mancante.
Per ragioni endodontiche lo stesso dente, prima di essere ricoperto attraverso una corona singola, può essere devitalizzato ed eventualmente rinforzato attraverso l’inserimento di un perno in fibra o metallo.

Il ponte invece viene impiegato per sostituire almeno un elemento dentale mancante e necessita di due pilastri portanti sui quali esso verrà cementato.
In questo caso si rende necessario limare i denti pilastro (cioè ridurne lo spessore) anche se sani.
Per evitare questo, la soluzione ideale potrebbe essere l’inserimento di un impianto dentale, cioè di una vite impiantata nell’osso a supporto di una corona dentale .
Il ponte può rimpiazzare fino ad un massimo di quattro-cinque elementi dentali mancanti.

Protesi fissa: materiali utilizzati

Esistono diverse tipologie di materiali impiegati per la realizzazione di protesi dentali fisse, tra le quali troviamo:
• il metallo-composito, composto da una prima parte che ricopre il dente (costituita da una lega di metalli) e da una seconda parte che è la parte interamente estetica (realizzata in composito) e può essere impiegata per la realizzazione di corone singole e ponti;
• la metallo-ceramica, composta da una lega di metalli, che a sua volta viene interamente ricoperta dalla parte estetica in composito o ceramica e può essere impiegata per la realizzazione di corone singole e ponti;
• la ceramica metal-free (senza metallo). La protesi metal-free è costituita in modo integrale da ceramica senza alcuna presenza di parti metalliche e può essere impiegata per la realizzazione di corone singole e ponti di massimo 3-4 elementi;
• lo zirconio. E’ tra i materiali di ultima generazione utilizzati nel dentale (ma da anni utilizzati nell’ortopedica); si tratta di uno speciale minerale di colore bianco candido, ricavato in natura, che sottoposto a processi di termoformatura ad elevate temperature, sostituisce il metallo nella parte di sostegno di corone fisse e ponti e, a sua volta, viene ricoperto dalla parte estetica in composito o ceramica.
Anche questo materiale viene definito metal-free, ma non è in ceramica integrale che, a differenza di quest’ultimo, ha un potere di trasmissione della luce come il dente naturale.
Lo zirconio per la sua durezza e resistenza al carico masticatorio viene impiegato parecchio nella protesi implantare.

 

Protesi mobile

La protesi mobile, denominata anche dentiera, a differenza di quella fissa, è molto più pratica in quanto offre al paziente la possibilità di poterla inserire o disinserire dal cavo orale, permettendo un’accurata e quotidiana pulizia ed igiene.

Esistono diverse tipologie di protesi dentali removibili: la protesi parziale, la protesi scheletrata e la protesi totale.
La protesi parziale e la protesi scheletrata servono per la sostituzione di alcuni denti mancanti e vengono ancorate attraverso dei ganci ai denti naturali restanti.
La protesi totale viene utilizzata invece in completa assenza dentale e serve per la sostituzione di un’intera arcata dentale o di entrambe le arcate dentali, superiore ed inferiore.

Nello specifico in una protesi parziale con ganci a filo, i denti rimanenti del paziente fungono da pilastro, attorno al quale gira il gancio a filo eseguito manualmente dal tecnico (di spessore variabile da 0,6 a 1,1mm); nelle parti dove i denti sono mancanti, questi vengono sostituiti da una base in resina su cui vengono fissati i denti artificiali in resina, composito o ceramica (quest’ultimi poco utilizzati in protesi removibile per le difficoltà di adesione tra la ceramica e la parte in resina rosa estetica ed inoltre per il differente consumo dal dente naturale, ovviamente più tenero).

In una protesi scheletrata invece i ganci sono fusi e formano un corpo unico con il telaio in metallo che costituisce la protesi ed alla quale sono montati i denti artificiali e la parte rosa di gengiva finta.
Questi ganci, a differenza di quelli a filo della protesi parziale, offrono un miglior ancoraggio.
Questa tipologia di protesi non è adatta però nei paziente affetti da problemi parodontosici, in presenza di denti mobili.

La protesi totale come già specificato, viene utilizzata per sostituire un arcata dentale completa superiore e/o inferiore; anche in questo caso è presente una base in resina rosa estetica che poggia sulla mucosa del paziente ed alla quale sono ancorati i denti artificiali in resina, composito o ceramica.
I denti più utilizzati per la realizzazione di una protesi totale sono quelli in resina ed in composito perchè garantiscono un’adesione chimica perfetta con la base in resina ed assorbono meglio i carichi masticatori dovuti alla masticazione del cibo durante i movimenti masticatori, di lateralità, protrusiva e retrusiva della mandibola.

 

Protesi combinata

La protesi combinata, come dice il nome stesso, è combinata, cioè costituita da due parti, una parte fissa ed una mobile.
La parte mobile, nella maggior parte dei casi, è costituita da uno scheletro in metallo, sul quale andranno montati i denti preformati in resina o composito assieme alla finta gengiva di colore rosa.

Si suddivide in:
• protesi combinata con attacchi o chiavistelli, costituita da una protesi fissa con attacchi e scheletrato;
• protesi combinata telescopica, costituita da una parte primaria fissa telescopica ed una secondaria con doppie corone annesse allo scheletrato.

Nella protesi combinata con attacchi o chiavistelli, la parte fissa è la stessa descritta in protesi fissa, alla quale vengono ancorati gli attacchi di precisione o la parte ritentiva del chiavistello, la cosidetta femmina; nella parte removibile, costituita dallo scheletrato, sono inserite le controparti degli attacchi o il maschio del chiavistello stesso, che garantiscono la ritenzione tra la parte fissa e mobile sulla quale sono montati i denti preformati.

La protesi combinata telescopica è costituita dalla parte fissa primaria delle corone, che prima di essere fuse in lega, vengono fresate sui quattro lati mentre sono ancora in cera a 0° o 2°; dopo la fusione le corone primarie vengono rettificate, lucidate e sopra di esse vengono realizzate le corone secondarie che contemporaneamente saranno ancorate allo scheletro in metallo.
Infine viene realizzata la parte estetica delle corone secondarie in resina o composito e montati i denti preformati sullo scheletrato con la resina rosa a sostituire la finta gengiva.
La particolarità di questa protesi è l’accoppiamento tra le corone primarie e secondarie che garantiscono la stabilità della protesi (per mezzo del meccanismo a frizione come, ad esempio, due coni gelato vuoti o ancora due bicchieri di plastica uno dentro l’altro), associata al sostegno mucoso fornito dalla parte mobile dello scheletro, mediante la gengiva rosa della medesima sulla gengiva del paziente.
Questa tipologia di protesi, per funzionare, necessita di almeno quattro elementi dentali opposti due a due per ogni emiarcata ed è possibile realizzarla anche con denti leggermente mobili, ma con il parodonto sufficientemente sano. Sarà cura del medico consigliarla o meno, a seconda del caso specifico.

In conclusione, la particolarità della protesi combinata, a differenza di quella scheletrata tradizionale con ganci, è la sostanziale mancanza dei ganci fusi allo scheletro, in quanto quest’ultimi vengono sostituiti dagli attacchi, dai chiavistelli e dalle doppie corone ricoperte con materiale estetico in resina o composito.
Queste protesi sono parte integrante e continua della dentatura naturale del paziente e sono completamente estetiche.

 

Protesi implantare fissa

In caso di perdita di un singolo elemento con denti vicini sani, il trattamento con un impianto singolo, che supporta il dente mancante al posto del tradizionale ponte a tre elementi, permette di evitare la preparazione protesica dei due denti sani contigui; si tratta nello specifico di una protesi fissa tradizionale cementata o avvitata ad un impianto.
In caso di perdita di più denti, bisogna valutare caso per caso vari fattori e questo può essere fatto solo attraverso una visita clinica approfondita.

In caso di perdita di più elementi dentali in una emiarcata (dividendo la bocca in quattro parti possiamo prendere in considerazione: superiore destra, superiore sinistra, inferiore destra o inferiore sinistra) è possibile sostituirli con due-tre o quattro impianti singoli, ognuno dei quali sostituirà l’elemento mancante (saranno quindi tutte corone singole), ripristinando proprio lo stato del paziente prima di perdere i denti naturali.
Questo trattamento offre sicuramente i vantaggi di un igiene domiciliare più semplice per il paziente.

In caso di perdita di più elementi dentali in una emiarcata, un’altra soluzione è quella del ponte su due impianti che fungono da pilastri e che può sostituire fino a quattro denti mancanti.
Anche in questo caso si tratta di una tradizionale protesi fissa avviatata o cementata agli impianti integrati nell’osso.

In caso di perdita di tutti gli elementi dentali di un arcata (superiore o inferiore), un’altra soluzione fissa è quella attraverso la Protesi Toronto-Branemark, una protesi costituita da un telaio interno a forma di barra parallelepipeda che serve da rinforzo e supporto ai carichi masticatori, sulla quale vengono montati i denti preformati e la consueta finta gengiva rosa.
Questo dispositivo protesico viene poi avvitato attraverso gli appositi fori lasciati liberi in corrispondenza dei denti, agli impianti osteointegrati nell’osso; in questo caso gli impianti che supportano ed ancorano la protesi, possono essere 4 o 6 a seconda delle scelte del chirurgo-implantologo e della necessità di coprire una più ampia o minore area del sorriso del paziente attraverso 10, 12 o 14 denti montati sulla barra.
L’enorme vantaggio di questa protesi è di ridonare uno splendido sorriso al paziente, di ripristinare la funzione masticatoria come in origine, di essere senza palato (presente invece nella protesi totale) e di essere fissa agli impianti.
Ovviamente ha qualche controindicazione estetica, ovvero necessita per questioni igieniche di lasciare liberi e scoperti i punti di ancoraggio tra gli impianti in bocca e le controparti della protesi; si avrà quindi uno spazio libero funzionale tra la protesi e la gengiva che consentirà al paziente un’ottima igiene, estremamente necessaria per la salvaguardia e mantenimento degli impianti, atto a poter passare lo scovolino senza difficoltà.

 

Protesi implantare mobile

In caso di perdita di tutti gli elementi dentali di un arcata (superiore o inferiore), un’altra soluzione
ma in questo caso removibile dal paziente, è la Protesi Overdenture su due, quattro o sei impianti.
Il principio di questa protesi è quello di assomiliare ad una protesi totale tradizionale (in questo caso senza palato) e di possedere due parti, la prima parte fissa in bocca, costituita da una barra in lega metallica che è avviatata sopra gli impianti e che possiede tipologie di ancoraggio a clip o a bottone, definite il maschio dell’ancoraggio; la seconda parte invece è costituita dalla parte estetica e funzionale della protesi, rappresentata da una struttura interna in lega metallica che funziona da rinforzo e all’interno della quale sono inserite le clip in teflon che a sua volta si inseriranno sulla barra o sugli attacchi a bottone presenti sulla barra in bocca al paziente, e sulla quale struttura portante sono montati i denti preformati in resina o composito.
Il notevole vantaggio di questa tipologia di protesi è data dall’ottimo ancoraggio soprattutto con 4 o 6 impianti grazie alla barra ed alle clip in teflon, dalla completa assenza di palato e dalla possibilità di essere rimossa dal cavo orale dopo i pasti per la pulizia della medesima e per la possibilità di mantenere le gengive sempre pulite e sane nel tempo.
Al contempo offre la possibilità per l’implantologo ed il protesista di avere i tessuti gengivali liberi attorno alla barra e di poter monitorizzare nel tempo l’integrità degli impianti, di valutare il proprio ancoraggio alla barra stessa e di offrire una certa velocità di intervento al medico qualora si renda necessario.

 

Protesi: materiali utilizzati

Al termine di ogni trattamento riabilitativo protesico viene consegnata al paziente la conformità del dispositivo protesico, attestante l’elenco delle materie prime utilizzate, i lotti, le istruzioni d’uso e l’etichetta coprendente la data di realizzo e d’uso del dispositivo.

I materiali impiegati per la realizzazione delle protesi sono tutti certificati CE, atossici e biocompatibili con i tessuti gengivali e della mucosa orale.
E’ stato da tempo bandito l’utilizzo di leghe metalliche a base di nichel (mai utilizzate dal nostro ambulatorio, avendo a disposizione altri metalli biocompatibili in natura).

Per la protesi fissa utilizziamo leghe in metallo nobili, leghe d’acciaio e titanio.
Di queste fa parte anche lo zirconio un minerale presente in natura che, dopo essere stato lavorato, appare come un metallo completamente bianco e viene ottimamente utilizzato per la realizzazione di protesi fisse, corone, ponti e protesi toronto.

Nel panorama dei materiali estetici troviamo:

• le resine per protesi, costituite dal polimetilmetacrilato (PMMA), utilizzato in protesi fissa ed in protesi mobile;
• le resine rosa per protesi mobile, costituite da metacrilato, ovvero polimero e monomero (polvere e liquido) mescolati assieme ed induriti attraverso procedimenti termopolimerizzabili.
Esistono infinite tipologie di resine rosa per protesi, più o meno scure, più o meno caratterizzate, che al proprio interno contengono le cosidette fibrille, somiglianti ai vasi sanguigni presenti nel cavo orale.
Per esse esistono varie tipologie di masse trasparenti, smalti e colori, per caratterizzazione ed individualizzazione della protesi;
• il composito, utilizzato per la copertura estetica di corone e ponti, oggi sempre più performante grazie alla molteplicità di masse nano-riempite che ne aumentano la durezza e di consegunza diminuiscono il deterioramento nel tempo dovuto alla funzione masticatoria; inoltre esso è reso sempre più estetico grazie alle masse trasparenti e translucenti che offrono sempre più la possibilità di stratificare il dente protesico e renderlo assomigliante a quello naturale per colore, sfumatura e dettaglio.
Sul mercato, sono presenti denti in composito preformati per la realizzazione di protesi mobili, oggi sotto forma anche di faccette, che consentono la realizzazione di parte estetiche in protesi combinata, nelle toronto e nelle overdenture.
• la ceramica o porcellana, definita da sempre il miglior materiale in estetica dentale per la propria somiglianza al comportamento del dente naturale. Essa permette, attraverso innumerevoli masse base di dentina più o meno opaca, trasparente, translucente e masse di supercolore, di ottenere valore e croma il più somigliante possibile a quello del paziente.
• il disilicato di litio, l’allumina e la ceramica integrale.
In commercio esistono ceramiche che necessariamente hanno bisogno di un sostegno in lega metallica o che sono metal free (non necessitano di sottostruttura in metallo e sono completamente in ceramica), le quali offrono una maggiore esteticità ed integrazione con i denti presenti in bocca ed i tessuti orali.

 

Tecnologia CAD-CAM

Negli ultimi anni il settore dentale stà attraversando una notevole evoluzione, grazie alla progettazione ed esecuzione dei manufatti dentali attraverso l’ausilio dei computer.
Nello specifico, con l’ausilio di scanner tridimensionali, mediante raggi laser e/o telecamere specifiche, è possibile fotografare e riprodurre in maniera digitale il modello in scala della bocca del paziente, che operatori odontotecnici specializzati, con l’ausilio di appositi software, utilizzano per progettare una protesi semi-lavorata. Questo progetto al termine viene salvato come file e inviato tramite posta elettronica ad un centro specializzato, che attraverso macchine a controllo numerico, esegue il manufatto semi-lavorato e lo riconsegna al laboratorio destinatario. Quindi viene terminato e consegnato allo studio dentistico, che installa definitivamente il dispositivo su misura in bocca al paziente.
Questa innovativa tecnologia, appena descritta viene definita tecnologia CAD-CAM (Computer Aided Design – Computer Aided Manufacturing).